
Vacchieri salvò Cattabeni dall'ira dei caiatini che gridarono "Viva Maria!"
CAIAZZO - Mentre ciò avveniva in questo tratto di fronte, il Maggiore Cattabeni, attraversato il Volturno, con le sue forze, giunse sullo sperone di Caiazzo e ne scacciò la sparuta guarnigione borbonica che la presidiava, in quanto la maggior parte di essa era corsa precipitosamente a Capua all'annuncio della lotta, che colà era divampata. Appena i Borbonici vennero a capo dell'offensiva contro Capua, rendendosi conto di quanto accadeva a Caiazzo e l'importanza della perdita di quella roccaforte, vi avviarono 2 Battaglioni di Cacciatori, alcuni squadroni di cavalleria e 2 batterie da 8 pezzi. Intanto Garibaldi, ritornato dal suo viaggio, alle notizie di quanto accadeva, intuì immediatamente la gravità della situazione in cui si trovava Cattabeni con le sue forze. Si decise di tentare di mantenere la posizione e di inviare rinforzi. Si pensò alla Brigata Medici, che tuttavia non si rendeva disponibile nei tempi richiesti; pertanto fu inviato in soccorso il 2° Reggimento del Colonnello VACCHIERI. Cattabeni che non aveva mezzi sufficienti neanche per opporsi ai locali che l'osteggiavano, attaccato frontalmente e battuto dall'artiglieria nemica, che i due suoi cannoni non riuscivano a contrastare e molestato alle spalle dai Caiatini al grido di “Viva Maria” fu costretto a ritirarsi verso il fiume. Il Vacchieri, che era giunto sulle alture prossime a Caiazzo, all’altezza di Piana di Monte Verna aveva contrattaccato fermando per un po' l'avanzata nemica; ma poi anche i suoi furono costretti a battere in ritirata verso il fiume in piena per le acque cadute nei giorni precedenti. Solo 400 dei 1200 uomini ritornarono sul lido amico. Buona parte della truppa peri nelle acque vorticose del fiume. Parecchi furono salvati dai Borbonici che non esitarono a gettarsi in quelle acque per aiutarli. Molti si posero e si pongono domande sul perché e sul percome, Garibaldi, assai amico del Cattabeni e ben conscio della situazione pure non gli chiese di rientrare quando ancora lo poteva. L'interrogativo rimarrà per sempre anche se si può avanzare l'ipotesi che assai probabilmente l'ordine non poteva venire perché Garibaldi era solito riconoscere le cose fatte valorosamente e certo non fu una passeggiata quella del Cattabeni. E poi bisogna pur valutare che l'importanza strategica di Caiazzo era troppo vantaggiosa se si fosse riusciti a tenerla e questo non sfuggiva certamente al Generale. Intanto il Colonnello Csudafay che si era infiltrato alle spalle del nemico ed operava tra Solopaca, Vairano e Marzanello con l'intento di creare gruppi armati in quell'area, pressato dallo stesso, dopo gravi perdite, riattraversò il Volturno e rientrò a Maddaloni. (Nella foto Giuseppe Garibaldi a Gradilli, tra Sant'Angelo in Formis e Pontelatone, mentre assiste alla battaglia)
CAIAZZO - Mentre ciò avveniva in questo tratto di fronte, il Maggiore Cattabeni, attraversato il Volturno, con le sue forze, giunse sullo sperone di Caiazzo e ne scacciò la sparuta guarnigione borbonica che la presidiava, in quanto la maggior parte di essa era corsa precipitosamente a Capua all'annuncio della lotta, che colà era divampata. Appena i Borbonici vennero a capo dell'offensiva contro Capua, rendendosi conto di quanto accadeva a Caiazzo e l'importanza della perdita di quella roccaforte, vi avviarono 2 Battaglioni di Cacciatori, alcuni squadroni di cavalleria e 2 batterie da 8 pezzi. Intanto Garibaldi, ritornato dal suo viaggio, alle notizie di quanto accadeva, intuì immediatamente la gravità della situazione in cui si trovava Cattabeni con le sue forze. Si decise di tentare di mantenere la posizione e di inviare rinforzi. Si pensò alla Brigata Medici, che tuttavia non si rendeva disponibile nei tempi richiesti; pertanto fu inviato in soccorso il 2° Reggimento del Colonnello VACCHIERI. Cattabeni che non aveva mezzi sufficienti neanche per opporsi ai locali che l'osteggiavano, attaccato frontalmente e battuto dall'artiglieria nemica, che i due suoi cannoni non riuscivano a contrastare e molestato alle spalle dai Caiatini al grido di “Viva Maria” fu costretto a ritirarsi verso il fiume. Il Vacchieri, che era giunto sulle alture prossime a Caiazzo, all’altezza di Piana di Monte Verna aveva contrattaccato fermando per un po' l'avanzata nemica; ma poi anche i suoi furono costretti a battere in ritirata verso il fiume in piena per le acque cadute nei giorni precedenti. Solo 400 dei 1200 uomini ritornarono sul lido amico. Buona parte della truppa peri nelle acque vorticose del fiume. Parecchi furono salvati dai Borbonici che non esitarono a gettarsi in quelle acque per aiutarli. Molti si posero e si pongono domande sul perché e sul percome, Garibaldi, assai amico del Cattabeni e ben conscio della situazione pure non gli chiese di rientrare quando ancora lo poteva. L'interrogativo rimarrà per sempre anche se si può avanzare l'ipotesi che assai probabilmente l'ordine non poteva venire perché Garibaldi era solito riconoscere le cose fatte valorosamente e certo non fu una passeggiata quella del Cattabeni. E poi bisogna pur valutare che l'importanza strategica di Caiazzo era troppo vantaggiosa se si fosse riusciti a tenerla e questo non sfuggiva certamente al Generale. Intanto il Colonnello Csudafay che si era infiltrato alle spalle del nemico ed operava tra Solopaca, Vairano e Marzanello con l'intento di creare gruppi armati in quell'area, pressato dallo stesso, dopo gravi perdite, riattraversò il Volturno e rientrò a Maddaloni. (Nella foto Giuseppe Garibaldi a Gradilli, tra Sant'Angelo in Formis e Pontelatone, mentre assiste alla battaglia)
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