martedì 2 ottobre 2007

Garibaldi amava e voleva Caiazzo!
CAIAZZO Garibaldi, partendo per la Sicilia e le altre zone conquistate, per riportarvi mediazione ed ordine, calmando così i torbidi che colà sorgevano, a causa dei continui cambiamenti in atto, aveva consigliato a Turr di operare in modo da ottenere i seguenti risultati: Non permettere al nemico di prepararsi riposando e fortificandosi in vista della prossima battaglia, produrre azioni di disturbo nei territori nemici, inviando in quelle zone piccole formazioni garibaldine affinché vi operassero direttamente o con l'ap­poggio di squadre locali favorevoli all'azione delle camice rosse. Attraverso tali azioni si sarebbe fatto il possibile per conoscere armamenti, piani, locazioni e consistenza difensiva ed offensiva del nemico. Anche i Borbonici, con gli stessi intenti, mossero in più occasioni contro le postazioni garibaldine. Attacchi del genere furono sferrati a Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro e Sant’Angelo in Formis. Non poche volte per ricacciarli si dovette ricorrere ad assalti alla baionetta. Turr, in seguito a tali iniziative nemiche, si era convinto che esso avrebbe potuto attaccare intorno al giorno 19 perciò per quella data allertò tutta la linea. Man mano che passava il tempo in Turr, oltre che rimanere forte il dubbio su un possibile attacco borbonico, si radicò l'idea che a S.Maria, S.Tammaro e S.Angelo, si sarebbe potuto inscenare un finto attacco contro i borbonici, mentre il vero attacco sarebbe stato sferrato contro Caiazzo, che una volta in mano garibaldina avrebbe rafforzato enor­memente le posizioni dei volontari. Fermo in questo progetto, il 18 Settembre fu fatto pervenire ai Comandi delle linee interessate il preallarme ed i piani operativi. Rustow, nominato Capo di Stato Maggiore, con la Brigata Milano da S.Maria, La Brigata Eber da S.Angelo e la Spangaro da S.Tammaro dovevano muovere compatte su Capua. Per l'azione contro Caiazzo, fu incaricato il Maggiore Cattabeni ed i suoi Cac­ciatori di Bologna, una sezione di artiglieria, ed una Compagnia del Genio. Deboli elementi rispetto all'impresa che si intendeva compiere, ma si pensava di appoggiare tale operazione con l'intervento di altre forze. Il mattino del 19 Settembre le forze garibaldine mossero contro Capua. Le cose andarono così bene, quando da S.Tammaro, SPANGARO, La Brigata Milano sulla direttiva S.Maria - Capua e la Eber da S.Angelo, che in tutti si materializzò l’impres­sione che la stessa fortezza di Capua stesse per capitolare. L'attacco, cosi, da dimostrativo divenne incandescente e già i Garibaldini erano pres­so le porte della fortezza, quando i Borbonici, tirato su il ponte levatoio con i propri cannoni, dai torrioni, vomitarono un fuoco micidiale contro di essi. Rustow ordinò immediatamente la ritirata, che avvenne nel massimo ordine favorita dalle forze di sostegno. Un certo sbandamento vi fu solo nella Brigata Puppi, quando fu visto dai suoi cadere, colpito al petto da cavallo. Il Maggiore Puppi fu raccolto dai servizi sanitari borbonici, appena fuori dalla porta della città, dove mori, a causa della gravità della ferita, il mattino dopo.

1 commento:

Zeni ha detto...

Complimenti, iniziativa interessante. A questo proposito volevo segnalare che le memorie di Giuseppe Buttà adesso si possono scaricare gratuitamente in pdf sul sito www.edizionitrabant.it