martedì 2 ottobre 2007


Alcuni risvolti a Caiazzo:
I feriti di Caiazzo furono ricoverati nella Canonica. L'altruismo e l'impegno del Ve­scovo, Mons. Luigi RICCIO (nella foto), evitarono che i Borbonici li passassero per le armi.
Racconta il cappellano dell'8° Cacciatori, Don Giuseppe BUTTA' che più di 40 Borbonici e lui stesso si buttarono nelle acque vorticose del fiume per tentare di salvare i Garibaldini in difficoltà.
Il maggiore CATTABENI con i suoi Cacciatori di Bologna, approfittando appieno della manovra diversiva sul fronte centrale, riuscì senza troppe difficoltà ad occupare la for­tezza di Caiazzo.Quando le cose si calmarono a Capua, il Comando Borbonico si rese immediatamente conto di quanto era successo ed immantinente organizzò le manovre più atte per ricon­quistare la perduta fortezza. Le forze del Generale Colonna erano di molto superiori a quelle Garibaldine, per cui la situazione di Cattabene apparve subito preoccupante. Occorrevano rinforzi a quel prode. Sarebbe stato necessario inviare colà buona parte della divisione Medici, ma il generale aveva le sue gatte da pelare a S.Angelo. Si risolse di mandare allora il 2° reggimento del Colonnello VACCHIERI con la speranza di avere poi più tempo per rafforzare quella splendida posizione conquistata. Le cose non andarono secondo i desideri di Turr e Garibaldi, che intanto era tornato da un suo viag­gio a Palermo. I Garibaldini si difesero ed attaccarono, ma alla fine dovettero ritirarsi. Nel guadare il fiume, ingrossato dalle piogge dei giorni 20 e 21 Settembre, molti di loro perirono. Molti furono salvati dai Borbonici, che secondo il loro cappellano, Buttà si gettarono nelle acque vorticose per aiutarli

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