
Alcuni risvolti a Caiazzo:
I feriti di Caiazzo furono ricoverati nella Canonica. L'altruismo e l'impegno del Vescovo, Mons. Luigi RICCIO (nella foto), evitarono che i Borbonici li passassero per le armi.
Racconta il cappellano dell'8° Cacciatori, Don Giuseppe BUTTA' che più di 40 Borbonici e lui stesso si buttarono nelle acque vorticose del fiume per tentare di salvare i Garibaldini in difficoltà.
Il maggiore CATTABENI con i suoi Cacciatori di Bologna, approfittando appieno della manovra diversiva sul fronte centrale, riuscì senza troppe difficoltà ad occupare la fortezza di Caiazzo.Quando le cose si calmarono a Capua, il Comando Borbonico si rese immediatamente conto di quanto era successo ed immantinente organizzò le manovre più atte per riconquistare la perduta fortezza. Le forze del Generale Colonna erano di molto superiori a quelle Garibaldine, per cui la situazione di Cattabene apparve subito preoccupante. Occorrevano rinforzi a quel prode. Sarebbe stato necessario inviare colà buona parte della divisione Medici, ma il generale aveva le sue gatte da pelare a S.Angelo. Si risolse di mandare allora il 2° reggimento del Colonnello VACCHIERI con la speranza di avere poi più tempo per rafforzare quella splendida posizione conquistata. Le cose non andarono secondo i desideri di Turr e Garibaldi, che intanto era tornato da un suo viaggio a Palermo. I Garibaldini si difesero ed attaccarono, ma alla fine dovettero ritirarsi. Nel guadare il fiume, ingrossato dalle piogge dei giorni 20 e 21 Settembre, molti di loro perirono. Molti furono salvati dai Borbonici, che secondo il loro cappellano, Buttà si gettarono nelle acque vorticose per aiutarli
I feriti di Caiazzo furono ricoverati nella Canonica. L'altruismo e l'impegno del Vescovo, Mons. Luigi RICCIO (nella foto), evitarono che i Borbonici li passassero per le armi.
Racconta il cappellano dell'8° Cacciatori, Don Giuseppe BUTTA' che più di 40 Borbonici e lui stesso si buttarono nelle acque vorticose del fiume per tentare di salvare i Garibaldini in difficoltà.
Il maggiore CATTABENI con i suoi Cacciatori di Bologna, approfittando appieno della manovra diversiva sul fronte centrale, riuscì senza troppe difficoltà ad occupare la fortezza di Caiazzo.Quando le cose si calmarono a Capua, il Comando Borbonico si rese immediatamente conto di quanto era successo ed immantinente organizzò le manovre più atte per riconquistare la perduta fortezza. Le forze del Generale Colonna erano di molto superiori a quelle Garibaldine, per cui la situazione di Cattabene apparve subito preoccupante. Occorrevano rinforzi a quel prode. Sarebbe stato necessario inviare colà buona parte della divisione Medici, ma il generale aveva le sue gatte da pelare a S.Angelo. Si risolse di mandare allora il 2° reggimento del Colonnello VACCHIERI con la speranza di avere poi più tempo per rafforzare quella splendida posizione conquistata. Le cose non andarono secondo i desideri di Turr e Garibaldi, che intanto era tornato da un suo viaggio a Palermo. I Garibaldini si difesero ed attaccarono, ma alla fine dovettero ritirarsi. Nel guadare il fiume, ingrossato dalle piogge dei giorni 20 e 21 Settembre, molti di loro perirono. Molti furono salvati dai Borbonici, che secondo il loro cappellano, Buttà si gettarono nelle acque vorticose per aiutarli
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